Il preventivo non DOVREBBE ESSERE UNA LETTERA DI SCUSE
Il momento più temuto della vita freelance non è la scadenza: è la domanda “quanto mi costa?”. Parte il calcolo mentale, poi lo sconto preventivo “così non lo spavento”, poi la mail riscritta sei volte e piena di “indicativamente”, “se per te va bene”, “ovviamente possiamo parlarne”.
Il problema però raramente è solo il numero. È tutto quello che ci costruiamo intorno: la paura che la richiesta sembri esosa, il confronto con chi “fa la stessa cosa a metà prezzo”, il senso di colpa quando chiediamo quello che il nostro lavoro vale davvero, la mancanza di confronto con altrə professionistə.
All’AperiFreeco di ottobre parliamo di soldi, senza imbarazzo. Parleremo di come arriviamo a un prezzo, di cosa succede quando lo diciamo ad alta voce, di come reagiamo al temutissimo “è un po’ caro” e di perché lo sconto sia così spesso la nostra prima risposta.
Porta le tue storie: i preventivi rimasti senza risposta, le trattative andate storte e quelle andate sorprendentemente bene. Ci saranno persone che hanno scritto esattamente la tua stessa mail.
Questo AperiFreeco ti sarà utile se…
➔ Ogni volta che mandi un preventivo ti senti come all’orale della maturità
➔ Hai fatto uno sconto prima ancora che il cliente lo chiedesse
➔ Non sai se i tuoi prezzi sono giusti e non hai nessunə a cui chiederlo senza imbarazzo
➔ Vuoi parlare di soldi tra colleghə, senza la gara a chi ha il fatturato più grosso








