Maggio 2016, Erawan National Park, Provincia di Kanchanaburi. Thailandia. Quello è stato il momento esatto in cui ho capito che era necessario trovare un modo per viaggiare lavorando.
Quante volte, nella nostra testa, è passato il messaggio che essere un nomade digitale voglia dire rilassarsi su una spiaggia e fare una video conference mentre ci si gode l’aperitivo, magari dopo una intensa mattinata spesa a surfare o facendo hatha yoga? Probabilmente è il problema della narrazione di chi vuole venderci uno stile di vita da film Hollywoodiano.
E allora la domanda da porsi è: cosa vuol dire essere unə nomade digitale? Per poi incalzare: sono sicurə che sia lo stile di vita che fa per me?
In questo articolo andremo ad analizzare, poco alla volta, quali sono le sfide e i temi che una persona freelance deve affrontare lungo la strada verso il nomadismo digitale. Articolo che non vuole essere una guida o un manuale, piuttosto la condivisione di un’esperienza, tra alti e bassi, di chi ci è passato. Perché una vita da nomade digitale non è solo paesaggi da cartolina e storie memorabili, ma è riuscire a trovare il giusto equilibrio tra viaggiare e lavorare.
Diventare Nomade Digitale: Oltre il Mito
Ah, ma quindi non è tutto spiaggia e cocktail? No. Sarebbe molto più semplice raccontarci che la vita di un Nomade Digitale è tutto feste, avventura e relax. Andiamo a sfatare qualche mito: se volessi diventare un viaggiatore seriale, la vita del digital nomad potrebbe non essere quella giusta per te, perché esistono alcune limitazioni pratiche che difficilmente ti permetterebbero di lavorare in maniera serena. Se hai la possibilità di lavorare a distanza, invece, molto probabilmente potresti iniziare proprio da questo articolo e poi scriverci per approfondire l’argomento!
Realtà vs Fantasia: Cosa Non È il Nomadismo Digitale
Non è una vacanza, o almeno non solo quello. Non è fare festa tutte le notti, convinti che il giorno dopo non ci siano sveglie o task da portare a termine. Non è neanche lavorare in riva al mare o in qualche angolo sperduto tra le dune del Sahara. La verità è che in un mondo sempre più digital non è impossibile poter lavorare da location mozzafiato, basta sapere che non sarà la regola.
Capiterà di essere seduti davanti al vostro PC, con l’obiettivo di rispettare la deadline di progetto prevista per il mattino successivo. Oppure tra i tavolini di un café o in uno spazio di co-working, e fare quattro chiacchiere con altri viaggiatori, di fronte a una tazza di caffè, un matcha caldo o un condividendo del buon mate argentino! Avere la libertà di lavorare da qualsiasi location è fantastico. Davvero. Ciò non toglie che una connessione stabile, e una presa elettrica, siano fondamentali per poter lavorare da remoto.
Le Qualità Essenziali per diventare un Nomade Digitale
- Adattabilità: qualità fondamentale in quella che è la vita del freelance – non solo per lə nomade digitale – perché ci permette di immergerci appieno nelle realtà locali, adattarci a nuovi ritmi di lavoro e ci predispone al cambiamento.
- Disciplina e gestione del tempo: vivrai giorni, settimane o mesi tra un mare di distrazioni. Sarà una sfida imparare a dire “no” tutte le volte che servirà. Sarà difficile, soprattutto all’inizio, pianificare la tua giornata lavorativa e restare coerente al programma.
- Capacità di creare relazioni: “your network is your net worth” è la classica frase acchiappa-like della domenica, ma anche tremendamente vera. Entrare in una community di nomadi digitali, mentre si viaggia, aiuta ad avere un gruppo di professionisti con cui confrontarsi, creare sinergie e lasciare aperte porte sul futuro.
Diciamocelo, queste sono le tre qualità che considero fondamentali per uno stile di vita da nomade – digitale o meno – dove è sempre un passo fuori dalla propria comfort zone e ad affrontare il mondo con lo spirito di chi lo ha scelto sapendo a cosa va incontro. Sarà davvero questa la vita che fa per te?
Lavorare da Remoto: strumenti e sfide
Magari sei già nel mondo del digital marketing, sei un social media manager o un SEO specialist, può anche darsi che tu lavori allo sviluppo di siti web e sia un mago della UX o UI design. Sai già cosa vuol dire lavorare da remoto e quali sono i tool perfetti per lavorare in asincrono e pianificare le tue giornate, allora probabilmente questo capitolo ti interesserà meno di altri, ma chissà che non possa suggerire nei commenti qualche strumento che nel tempo ti ha svoltato le giornate!
Essere un nomade digitale: strumenti per lavorare viaggiando
Quali sono gli strumenti di lavoro? La scelta è cruciale per qualsiasi nomade digitale. Al di là delle competenze specifiche, è fondamentale disporre degli strumenti giusti che permettano di lavorare in modo efficiente da qualsiasi parte del mondo.
Questo include non solo un pc robusto e affidabile, ma anche un bel parco software che faciliti la collaborazione a distanza. Strumenti come Slack per la comunicazione di team, Trello o Asana per la gestione dei progetti, e servizi cloud come Google Drive o Dropbox sono essenziali. Neanche a dirlo, una VPN solida è cruciale per garantirsi una navigazione sicura e l’accessibilità alle reti Wi-Fi sparse per il mondo.
Un altro aspetto cruciale è la capacità di adattare il proprio set di strumenti tecnologici alle diverse esigenze e situazioni. Per esempio, avere a disposizione un hotspot mobile, o una connessione dati in tethering, può salvarti la giornata di lavoro, perché credimi che è matematico, prima o poi ti troverai senza Wi-Fi.
Organizzare il lavoro e gestire la Produttività in Movimento
Gestire la produttività mentre si viaggia è stata, per me, la sfida più grande da affrontare come nomade digitale. La disciplina personale diventa fondamentale, soprattutto quando le occasioni di incontro e di distrazione sono una costante. Stabilire una routine quotidiana può aiutare, anche se varierà in ragione del fuso orario e della destinazione, ma è fisiologico. È importante definire orari di lavoro chiari e attenersi il più possibile al piano, anche se questo può significare lavorare alle 4 del mattino nel silenzio di una Puerto Viejo ancora assonnata.
Se, da un lato, la possibilità di esplorare luoghi e culture nuove è un enorme plus, è essenziale trovare un equilibrio per non perdere la bussola. Detto ciò, la pianificazione delle proprie giornate è la base da cui partire per non cadere vittime della FOMO (Fear of Missing Out) del viaggiatore, la paura di dovere fare tutto e subito, perché potrebbe essere troppo tardi per farlo in un secondo momento.
Vita da Nomade Digitale: ostello, Airbnb o co-living?
Trovare la propria casa, lontano da casa. Questa è una delle missioni principali quando si viaggia.
- Qual è il tuo budget?
- Quanto sei propenso a condividere i tuoi spazi con altre persone?
- Hai bisogno della tua privacy 24/7?
Co-living: Comunità e Collaborazione
Vivere in un co-living è un’esperienza particolare, perché ti permette di condividere spazi ed esperienze con persone che, spesso, fanno un lavoro simile al tuo, sono dei nomadi digitali e hanno fame di conoscerne altri. Chi ha vissuto in un appartamento condiviso sa bene di cosa parlo, ma la realtà è che a oggi ci sono tantissime soluzioni studiate ad hoc per nomadi digitali e remote workers, capaci di garantire spazi ampi e un mare di comfort a prezzi sempre più accessibili.
Ostelli: Economici ma non per tutti
Economico, con una buona connessione Wi-Fi e spesso in una zona comodissima per visitare le città!
Potrei dedicare articoli interi alla vita da ostello, perché penso di aver passato almeno quattro anni della mia vita all’interno di ostelli vari. Dai “Boutique Hostel” fino a soluzioni più “rustiche”, le ho provate tutte.
La vita da ostello presenta alcuni indubbi vantaggi, come l’opportunità di incontrare persone con facilità, trovando compagnia per il viaggio o per fare quell’uscita che avresti tanto voluto fare, ma che in solitaria sarebbe costata il doppio. Puoi optare per una stanza privata o un letto in dormitorio, ma ciò che conta è che, se vorrai, troverai sempre qualcuno con cui fare quattro chiacchiere o parlare di massimi sistemi davanti a una birra.
Airbnb: Comfort e Flessibilità
Questa è probabilmente la scelta più “semplice”, perché potrai godere dei tuoi spazi, restare coerente alla tua gestione del tempo e lavorare come nomade digitale dal comfort di quelle quattro mura che ti verranno da chiamare casa, almeno fino al prossimo spostamento. Qui parliamo di Airbnb, ma potrebbe benissimo essere una casa o un appartamento che hai trovato in loco ma attraverso canali diversi. L’importante è, come detto, avere un posto in cui sentirsi a casa.
Perché, quindi, lavorare da nomade digitale?
Diventare unə nomade digitale e lavorare viaggiando non possono essere solo una scelta di carriera, ma ridisegnano un vero e proprio stile di vita. E come tale, uno stile di vita va abbracciato.
Ammettiamolo, non è una vacanza, richiede dedizione, disciplina e una buona gestione del tempo.
Per iniziare il tuo percorso come nomade digitale è essenziale capire quali siano le situazioni più adatte alle tue inclinazioni e alle tue skills, umane e professionali. Toccherà avere chiaro il set di tool per non farsi mai prendere in contropiede dagli imprevisti del viaggio e della vita, perché potremmo essere ovunque nel mondo!
Trovare lavoro e vivere viaggiando sembra un sogno per molti, ma con la giusta preparazione e gli strumenti adeguati, è un obiettivo assolutamente raggiungibile. Così potrai non solo esplorare il mondo, ma anche crescere professionalmente e come persona, incontrando altrə viaggiatorə e creando il tuo network globale. Con i consigli giusti e un approccio propositivo… la vita da Nomade Digitale è proprio lì, dietro l’angolo!
Ora noi di Freeco moriamo dalla voglia di sapere quali sono i tuoi piani, se hai già fatto esperienze di nomadismo digitale o se stai pianificando di iniziarne a breve. Scrivici e raccontaci tutto!